Itinerario Giappone 14 giorni: tra tradizione, cultura pop e città futuristiche

In Giappone ogni giornata sembra appartenere
a un mondo diverso
Ci sono viaggi che ricordi per quello che hai visto.
E poi ci sono quelli che continuano a tornarti in mente anche dopo mesi, perché hanno cambiato il tuo modo di viaggiare.
Per noi il Giappone è stato esattamente questo.
Un Paese dove, nel giro di poche ore, puoi passare dal silenzio di un tempio al caos luminoso di Shibuya, da un villaggio tradizionale immerso nella quiete a un’esperienza che sembra uscita da un film di Fast & Furious.
Ci siamo stati due volte, in momenti diversi della nostra vita e con nostro figlio in due fasi completamente differenti della sua crescita.
La prima volta abbiamo scelto un itinerario tra Tokyo, Kyoto e Nara.
Qualche anno dopo siamo tornati, spingendoci fino a Osaka, Kobe e Takayama, riscoprendo città già conosciute con occhi completamente diversi.
Ed è stato proprio questo secondo viaggio a farci capire una cosa importante.
Il Giappone non è un Paese da visitare collezionando attrazioni.
È un luogo che cambia continuamente prospettiva, dove vale la pena rallentare, osservare, lasciare spazio all’imprevisto e concedersi anche il lusso di perdersi in un quartiere residenziale invece di inseguire soltanto le mete più famose.
Noi, ad esempio, ci siamo trovati persino ad affrontare un tifone.
Eppure, proprio in quei giorni, abbiamo scoperto uno degli aspetti che ci ha colpito di più: la straordinaria capacità dei giapponesi di affrontare ogni situazione con calma, ordine e rispetto per gli altri.
Per questo motivo, l’itinerario di 14 giorni in Giappone che trovi in questo articolo non vuole essere una semplice lista di cose da vedere.
È il percorso che oggi consiglierei a chi desidera vivere il Giappone nella sua essenza, alternando grandi città, quartieri autentici, esperienze immersive e luoghi capaci di raccontare l’anima più vera del Paese.

Se hai poco tempo, ecco i punti chiave di questa guida
- Itinerario completo di 14 giorni tra Osaka, Kobe, Kyoto, Takayama e Tokyo.
- Consigli pratici su trasporti, eSIM e periodo migliore per partire.
- I quartieri dove dormire per vivere il Giappone in modo più autentico.
- Le esperienze da non perdere, dalla cooking class al wagyu di Kobe.
- Tradizione, cultura pop e luoghi meno turistici selezionati dopo due viaggi.
- Suggerimenti per organizzare un viaggio anche con figli adolescenti.
- Consigli da Travel Designer per costruire un itinerario equilibrato e su misura.
Cosa sapere prima di organizzare un viaggio in Giappone
Quando andare in Giappone
Uno dei periodi migliori per organizzare un viaggio in Giappone è tra la fine di marzo e il mese di aprile.
In questo periodo troverai:
- temperature piacevoli
- giornate lunghe
- parchi in fiore
- il fascino della fioritura dei ciliegi
Anche l’estate, però, è assolutamente fattibile.
Noi siamo stati in Giappone anche ad agosto e, nonostante il caldo intenso, siamo riusciti a vivere un viaggio meraviglioso.
Bisogna soltanto mettere in conto alcune cose:
- temperature elevate
- umidità importante
- maggiore stanchezza durante le ore centrali della giornata
Per questo motivo conviene alternare visite all’aperto con musei, acquari, centri commerciali ed esperienze indoor.
Come spostarsi
Uno dei grandi punti di forza del Giappone è il suo sistema di trasporti.
Lo Shinkansen, i treni regionali e le metropolitane permettono di raggiungere praticamente qualsiasi destinazione con puntualità sorprendente.
Per questo itinerario abbiamo utilizzato principalmente:
- Shinkansen
- treni regionali
- metropolitana
- IC Card (Suica o Pasmo)
Negli ultimi anni il prezzo del JR Pass è aumentato sensibilmente.
Di conseguenza non è più conveniente per tutti: il consiglio è valutare il proprio itinerario prima dell’acquisto.
Internet in Giappone
Durante un viaggio in Giappone avere una connessione internet sempre disponibile fa davvero la differenza.
Ti servirà continuamente per:
- Google Maps
- tradurre cartelli e menu
- consultare gli orari dei treni
- utilizzare le app dei trasporti
- gestire eventuali prenotazioni
Noi utilizziamo abitualmente una eSIM, che permette di essere operativi appena atterrati senza acquistare una SIM fisica.

Perché scegliere questo itinerario di 14 giorni in Giappone
Esistono moltissimi modi per visitare il Giappone.
C’è chi sceglie di concentrarsi solo su Tokyo e Kyoto e chi, invece, prova a vedere il maggior numero possibile di città in pochi giorni.
Noi, dopo due viaggi e centinaia di chilometri percorsi in treno, siamo arrivati a una conclusione diversa.
Un buon itinerario in Giappone non dovrebbe cercare di vedere tutto.
Dovrebbe, piuttosto, trovare il giusto equilibrio tra luoghi iconici ed esperienze autentiche.
Per questo abbiamo scelto un percorso che unisce Osaka, Kobe, Kyoto, Takayama e Tokyo.
Cinque città molto diverse tra loro che raccontano cinque anime del Giappone.
Osaka rappresenta l’energia, il cibo di strada e la spontaneità.
Kobe racconta l’eleganza e il forte senso identitario della sua comunità.
Kyoto è il luogo dove rallentare e lasciarsi sorprendere dai dettagli.
Takayama mostra il volto più autentico e tradizionale del Paese.
Infine, Tokyo racchiude tutti i contrasti del Giappone contemporaneo, tra spiritualità, tecnologia e cultura pop.
Questo itinerario di 14 giorni è quello che oggi consiglierei soprattutto alle famiglie con figli adolescenti, perché alterna continuamente esperienze diverse, evitando giornate troppo ripetitive o esclusivamente dedicate ai monumenti.
È un viaggio che lascia spazio allo stupore, alla scoperta e anche alla libertà di costruire ricordi insieme.



Dove dormire in Giappone
La scelta del quartiere in cui dormire può cambiare completamente la percezione di una città.
Negli anni abbiamo capito che preferiamo rinunciare a qualche minuto in più di metropolitana pur di soggiornare in zone più tranquille, residenziali e autentiche.
È un modo diverso di vivere il viaggio, che ci permette di osservare anche la quotidianità locale e non soltanto quella turistica.
Osaka: quartieri meno turistici ma ben collegati
Molti consigliano Namba, ed è una scelta che ha assolutamente senso.
È centrale, vivace e comodissima per raggiungere le principali attrazioni.
Noi, però, abbiamo scelto Kitakawahorichou e rifaremmo la stessa scelta.
Pur essendo una zona più tranquilla, infatti, è risultata molto ben collegata con la metropolitana e ci ha permesso di vivere un’Osaka più autentica.
La sera era piacevole rientrare in un quartiere silenzioso, lontano dal caos di Dotonbori, senza rinunciare alla comodità degli spostamenti.

Kyoto: vivere la città con lentezza
Se dovessimo scegliere la zona più suggestiva dove dormire a Kyoto, probabilmente diremmo Gion.
È bellissima, ricca di atmosfera e perfetta per chi sogna di passeggiare tra antiche case in legno e lanterne illuminate.
Bisogna però considerare che è anche una delle aree più costose della città.
Noi abbiamo scelto la zona di Nishiayanokoji e si è rivelata un’ottima soluzione.
Da qui si raggiunge facilmente il Palazzo Imperiale e, con una passeggiata di circa trenta o quaranta minuti lungo il fiume e tra le piccole stradine di Kyoto, si arriva comodamente anche a Gion.
Un altro consiglio che ci sentiamo di dare è quello di noleggiare una bicicletta.
Kyoto è probabilmente la città più piacevole del Giappone da esplorare su due ruote: permette di uscire dai percorsi più battuti e di fermarsi ogni volta che un dettaglio attira l’attenzione.


Takayama: dormire dentro la storia
Anche l’alloggio può diventare parte dell’esperienza.
A Takayama abbiamo scelto di soggiornare in uno degli antichi magazzini utilizzati in passato per custodire gli storici carri del celebre Festival d’Autunno della città, oggi trasformato in appartamento.
Una soluzione che ci ha fatto sentire ancora più immersi nell’atmosfera tradizionale di questa piccola città di montagna.



Tokyo: scegliere il quartiere giusto fa la differenza
Molti viaggiatori scelgono di dormire a Shibuya o Shinjuku.
Sono quartieri perfetti per chi vuole vivere la Tokyo più frenetica, ma personalmente li trovo molto intensi per soggiorni di più giorni.
Noi abbiamo preferito quartieri più tranquilli come Senzoku, vicino ad Asakusa, e Odaiba.
Senzoku ci ha conquistati perché è silenzioso, residenziale e permette di osservare la vita quotidiana dei giapponesi.
Odaiba, invece, è spettacolare dal punto di vista paesaggistico e regala splendide viste sulla baia di Tokyo, ma risulta meno pratica perché, nonostante i collegamenti siano efficienti, è più distante dalle principali zone della città.
Alla fine non esiste una scelta giusta in assoluto.
Dipende dal tipo di viaggio che desideri vivere.
Noi continuiamo a preferire quartieri dove, la mattina, ci si possa fermare in una piccola caffetteria di quartiere e osservare la città che si sveglia lentamente.

Giorni 1-3: Osaka, la città dove inizia davvero il viaggio
Se questo è il tuo primo viaggio in Giappone, Osaka è il punto di partenza perfetto.
Rispetto a Tokyo è meno frenetica, più spontanea e incredibilmente accogliente. Inoltre, è una delle città che coinvolge di più anche gli adolescenti grazie ai suoi quartieri vivaci, allo street food e all’atmosfera rilassata.
Qui il Giappone mostra subito uno dei suoi volti più autentici.
Il cuore della città è senza dubbio Dotonbori, dove insegne luminose, profumo di cibo appena cucinato e folla si fondono in uno scenario che sembra uscito da un film.
È impossibile non fermarsi qualche minuto ad osservare la vita che scorre lungo il canale.
E proprio qui abbiamo avuto la sensazione che il viaggio fosse iniziato davvero.

Lo street food di Osaka: il modo migliore per conoscere la città
Osaka viene spesso definita la capitale gastronomica del Giappone.
Ed è una definizione che condividiamo pienamente.
Mangiare qui non significa soltanto fermarsi per pranzo.
Significa conoscere la città attraverso i suoi profumi, le persone in fila davanti ai piccoli chioschi e l’atmosfera informale che rende tutto incredibilmente naturale.
Tra le specialità che consigliamo di assaggiare ci sono:
- takoyaki
- okonomiyaki
- kushikatsu
- ramen
Lo street food diventa così uno dei modi più semplici e autentici per entrare in contatto con la cultura giapponese.



Perché Osaka conquista anche gli adolescenti
Ogni città del Giappone ha un carattere diverso.
Osaka, però, ha qualcosa in più.
È dinamica.
È colorata.
È informale.
Ed è probabilmente la città in cui un ragazzo si sente più libero di esplorare.
Quartieri come Amerikamura, Shinsekai e Dotonbori alternano negozi vintage, sale giochi, insegne giganti e locali storici, creando un ambiente che incuriosisce anche chi normalmente non ama i viaggi troppo culturali.
È una città che coinvolge senza doverlo fare apposta.
Giorno 4: Kobe e il fascino di una città che ha saputo reinventarsi
Se Osaka è energia, Kobe è equilibrio.
Ci ha sorpreso molto più di quanto immaginassimo.
Passeggiando tra il quartiere europeo di Kitano, la vivace Chinatown e il moderno Kobe Harborland, si percepisce immediatamente una personalità diversa rispetto alle altre città giapponesi.
Più elegante.
Più internazionale.
Più rilassata.
Kobe Harborland, in particolare, è una delle zone che ci sono piaciute di più.
Affacciato sul porto, è un quartiere moderno dove passeggiare senza fretta tra il lungomare, i centri commerciali, la ruota panoramica e la vista sulla Kobe Port Tower.
Al tramonto l’atmosfera cambia completamente e diventa uno dei luoghi più piacevoli della città.
È una tappa che consiglio soprattutto a chi desidera inserire nel proprio viaggio in Giappone un ritmo più rilassato.

La cena teppanyaki: quando il cibo diventa uno spettacolo
Se dovessimo scegliere una cena da rifare senza pensarci due volte, sarebbe questa.
Mangiare la vera carne wagyu di Kobe in un ristorante teppanyaki significa assistere a uno spettacolo fatto di precisione, tecnica e rispetto della materia prima.
Lo chef cucina davanti agli ospiti con movimenti misurati e quasi ipnotici.
Ogni gesto sembra parte di un rituale.
E quando finalmente assaggi la carne capisci immediatamente perché Kobe sia famosa in tutto il mondo.
Anche nostro figlio la ricorda ancora oggi come una delle esperienze più belle del viaggio.



Giorni 5-8: Kyoto, dove il Giappone insegna a rallentare
Kyoto, invece, non va affrontata come una semplice lista di templi da visitare.
Secondo noi il modo migliore per vivere questa città è rallentare.
Camminare.
Lasciarsi guidare dalla curiosità.
Entrare in una piccola strada senza sapere cosa si troverà alla fine.
È proprio in questi momenti che Kyoto regala il meglio di sé.

Il Sentiero del Filosofo e la Kyoto meno conosciuta
Molti visitatori si concentrano esclusivamente sulle attrazioni più famose.
Noi, invece, abbiamo scoperto la Kyoto che ci è rimasta nel cuore passeggiando tra il Sentiero del Filosofo e il quartiere di Jodojishimominamidacho.
Qui il tempo sembra rallentare.
Le biciclette appoggiate fuori dalle case, i piccoli giardini curati, il rumore dell’acqua che scorre nei canali e l’assenza quasi totale di turisti restituiscono l’immagine di una città autentica.
Sono proprio questi angoli meno conosciuti che ci hanno fatto innamorare di Kyoto.
Una cooking class che ci ha fatto sentire parte del Giappone
Tra tutte le esperienze vissute durante il nostro viaggio in Giappone, questa occupa sicuramente uno dei primi posti.
La cooking class non è stata soltanto un corso di cucina.
È stata un’occasione per entrare, anche solo per qualche ora, nella quotidianità di una famiglia giapponese.
Eravamo un gruppo davvero piccolo: noi tre e soltanto un’altra coppia.
L’atmosfera era così intima che sembrava quasi una lezione privata.
Abbiamo preparato ricette tradizionali, ascoltato storie e condiviso il pranzo con persone provenienti da Paesi diversi.
Anche nostro figlio ha partecipato con entusiasmo e, ancora oggi, ricorda quell’esperienza come uno dei momenti più belli del viaggio.
È proprio questo il tipo di attività che consiglio quando si viaggia con ragazzi: esperienze capaci di trasformare una destinazione in un ricordo.



Le 5 esperienze che rifaremmo subito in Giappone
Se dovessimo ripartire domani, ci sono cinque esperienze che prenoteremmo di nuovo senza alcun dubbio.
1 – Partecipare a una cooking class a Kyoto
Per conoscere davvero la cultura giapponese attraverso la cucina e le persone.
2 – Cenare in un ristorante teppanyaki a Kobe
Per vivere uno dei momenti gastronomici più memorabili del viaggio.
3 – Passeggiare tra le case storiche di Hida Folk Village
Per ritrovare il Giappone più autentico, lontano dai grandi flussi turistici.
4 – Visitare il Museo Ghibli
Per entrare, letteralmente, dentro l’immaginario di Hayao Miyazaki.
5 – Vivere l’esperienza in stile Fast & Furious a Tokyo
Perché, anche in un Paese così legato alla tradizione, c’è sempre spazio per stupirsi.
Queste sono le esperienze che, secondo noi, raccontano meglio le tante anime del Giappone: tradizione, innovazione, cultura pop e autenticità.
Giorni 9-10: Takayama, il volto più autentico del Giappone
Dopo l’energia di Osaka e la spiritualità di Kyoto, il nostro itinerario di 14 giorni in Giappone cambia completamente ritmo.
Takayama è una città che invita a rallentare.
Qui non ci sono grattacieli, insegne luminose o attraversamenti pedonali affollati.
Ci sono piccole strade in legno, botteghe artigiane, distillerie di sake e un’atmosfera che sembra rimasta immutata nel tempo.
È stata una delle tappe che ci ha emozionato di più.
Forse perché è arrivata nel momento giusto del viaggio, quando avevamo ormai imparato a lasciarci guidare più dalla curiosità che dalla voglia di vedere tutto.

Hida Folk Village: il Giappone che cercavamo
Quando si parla di villaggi tradizionali nelle Alpi Giapponesi, quasi tutti consigliano Shirakawa-go.
Noi, invece, abbiamo scelto Hida Folk Village.
Una decisione che rifaremmo senza alcun dubbio.
È meno famoso, è vero, ma proprio per questo conserva un’atmosfera molto più autentica.




Durante la visita abbiamo incontrato soprattutto famiglie giapponesi in vacanza e pochissimi gruppi organizzati.
È stato uno di quei momenti in cui ci siamo sentiti davvero parte del luogo.
In un viaggio in Giappone fatto di continui contrasti, Hida Folk Village rappresenta una pausa preziosa.
Il mercato mattutino: la Takayama più autentica
Ogni mattina Takayama si sveglia lentamente.
Lungo il fiume prendono vita i piccoli mercati tradizionali dove gli abitanti vendono verdure, conserve, dolci e prodotti artigianali.
Non aspettarti un mercato turistico.
È un luogo semplice, genuino e frequentato soprattutto dai residenti.
Ed è proprio questo il suo fascino.
Passeggiare tra le bancarelle permette di osservare la quotidianità della città e di entrare in contatto con un Giappone molto diverso rispetto a quello delle grandi metropoli.



Le distillerie di sake
Passeggiando nel centro storico si incontrano numerose distillerie di sake riconoscibili dalle tradizionali sfere di cedro appese all’ingresso.
Molte permettono di degustare diverse tipologie di sake, raccontando la storia di una tradizione che qui viene tramandata da generazioni.
Anche se non sei un appassionato, vale la pena entrare almeno in una di queste botteghe.
Più che una degustazione, è un piccolo viaggio nella cultura locale.




Giorni 11-14: Tokyo, dove il futuro incontra la tradizione
Tokyo, infine, è probabilmente la città più difficile da raccontare.
Non perché manchino le cose da vedere.
Ma perché cambia continuamente volto.
Nel giro di pochi minuti puoi passare da un antico tempio dove il tempo sembra essersi fermato a un quartiere in cui tutto parla di futuro.
Ed è proprio questa continua alternanza di emozioni che rende Tokyo una delle città più affascinanti del mondo.

Una città dai mille volti
Ogni quartiere racconta una storia diversa.
Asakusa conserva ancora il fascino della vecchia Edo.
Harajuku è il regno dello streetwear giapponese e della creatività.
Shibuya rappresenta l’energia contemporanea della città.
Akihabara è un paradiso per chi ama manga, anime, videogiochi ed elettronica.
Ed è proprio questa varietà che rende Tokyo perfetta anche per chi viaggia con adolescenti.
Ognuno riesce a trovare il proprio Giappone.
Streetwear e cultura pop: il Giappone che conquista i ragazzi
Se c’è un luogo dove un adolescente rischia di perdere completamente la cognizione del tempo, quello è Harajuku.
Passeggiare lungo Takeshita Street significa immergersi tra negozi di sneakers, abbigliamento giapponese, accessori, manga, gadget e locali coloratissimi.
Per molti ragazzi è il primo vero contatto con quella cultura pop che fino a quel momento avevano conosciuto soltanto attraverso anime, videogiochi e social.
Ed è sorprendente vedere come, improvvisamente, il viaggio diventi qualcosa che appartiene anche a loro.



Il Museo Ghibli: entrare dentro un sogno
Ci sono luoghi che non hanno bisogno di effetti speciali per emozionare.
Il Museo Ghibli è uno di questi.
Già il viaggio per raggiungerlo fa parte dell’esperienza.
Dalla stazione di Mitaka si può salire sul caratteristico autobus decorato con i personaggi dello Studio Ghibli, un piccolo dettaglio che riesce a riportare grandi e piccoli nel mondo dell’infanzia.
Una volta entrati, però, si comprende subito perché questo luogo sia così speciale.
Non è un museo tradizionale.
È un percorso emozionale.
Ogni stanza racconta il processo creativo di Hayao Miyazaki, mostrando schizzi, bozzetti, ambientazioni e oggetti che sembrano usciti direttamente dai suoi film.
Non è consentito fotografare gli interni e, a posteriori, abbiamo capito quanto questa scelta sia intelligente.
Ti obbliga a vivere il momento senza lo schermo di uno smartphone.
A osservare.
Ad ascoltare.
A meravigliarti.
È stata una delle esperienze più emozionanti dell’intero viaggio.



L’esperienza Fast & Furious: la Tokyo che non ti aspetti
Se il Museo Ghibli rappresenta il lato più poetico del Giappone contemporaneo, l’esperienza in supercar mostra il suo volto più spettacolare.
Per qualche ora abbiamo attraversato Tokyo di notte a bordo di una supercar, circondati dalle luci dei grattacieli, dai ponti illuminati e dalle strade che sembravano uscite direttamente da un film.
È stata, senza dubbio, l’attività che nostro figlio ha raccontato più volte una volta rientrati a casa.
Ed è proprio questo il bello di un viaggio in Giappone con adolescenti.
Riuscire a passare, nello stesso giorno, dalla spiritualità di un tempio all’adrenalina di un’esperienza come questa.


Il Giappone è un viaggio che continua anche dopo il ritorno
Quando ripensiamo ai nostri due viaggi in Giappone, non ci vengono in mente soltanto i luoghi.
Ci tornano alla mente le sensazioni.
Il profumo dello street food tra le vie di Osaka.
Il silenzio delle stradine di Kyoto percorse in bicicletta.
La pace di Takayama.
La precisione dei gesti durante una cena teppanyaki a Kobe.
Le luci di Tokyo riflesse sui finestrini della metropolitana.
È questo che rende il Giappone diverso da qualsiasi altro viaggio.
Non ti chiede soltanto di visitarlo.
Ti invita a cambiare ritmo, ad osservare con più attenzione e a lasciarti sorprendere anche dalle cose più semplici.
Ed è forse questo il motivo per cui, dopo due viaggi e migliaia di chilometri percorsi tra treni, quartieri e piccoli villaggi, sentiamo ancora il desiderio di tornare.
Perché il Giappone dà sempre la sensazione che ci sia ancora qualcosa da scoprire.

Domande frequenti sul viaggio in Giappone
Quanti giorni servono per visitare il Giappone?
Se è la prima volta, consigliamo almeno 14 giorni.
Due settimane permettono di vivere il viaggio con ritmi più equilibrati, alternando grandi città come Osaka, Kyoto e Tokyo a luoghi più autentici come Takayama, senza avere la sensazione di correre continuamente da una tappa all’altra.
Naturalmente il Giappone meriterebbe molto più tempo, ma un itinerario di 14 giorni rappresenta un ottimo compromesso tra logistica, costi ed esperienze.
È meglio iniziare il viaggio da Osaka o da Tokyo?
Entrambe le soluzioni sono valide.
Noi preferiamo partire da Osaka e concludere il viaggio a Tokyo.
In questo modo il ritmo cresce gradualmente: si parte dall’energia dello street food di Osaka, si rallenta tra Kyoto e Takayama e si conclude con l’intensità e i contrasti della capitale.
Ci è sembrata una progressione molto naturale, soprattutto viaggiando con un adolescente.
Il Giappone è adatto a un viaggio con adolescenti?
Assolutamente sì.
Anzi, secondo la nostra esperienza è una delle destinazioni migliori da vivere con ragazzi tra i 12 e i 17 anni.
Il motivo è semplice: il Giappone riesce a mettere d’accordo interessi molto diversi.
Chi ama la cultura troverà templi, castelli e quartieri storici.
Chi è appassionato di tecnologia, anime, manga, videogiochi o streetwear scoprirà invece un mondo completamente nuovo.
Proprio questa continua alternanza rende il viaggio coinvolgente anche per i ragazzi più grandi.
Conviene acquistare il JR Pass?
Dopo il forte aumento dei prezzi, non sempre.
Prima di acquistarlo conviene confrontare il costo del pass con quello dei singoli spostamenti previsti dal proprio itinerario.
Nel nostro caso abbiamo preferito acquistare i biglietti in modo separato, ottenendo un risparmio rispetto al JR Pass.
Il consiglio è fare sempre un calcolo personalizzato.
Qual è il periodo migliore per andare in Giappone?
Dipende dal tipo di esperienza che desideri vivere.
Primavera (marzo-aprile)
Ideale per il clima e la fioritura dei ciliegi.
Estate (luglio-agosto)
Molto calda e umida, ma assolutamente fattibile. Noi abbiamo visitato il Giappone proprio ad agosto e, organizzando bene le giornate, siamo riusciti a vivere un’esperienza bellissima.
Autunno (ottobre-novembre)
Perfetto per i colori del foliage e le temperature miti.
Trasparenza
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